De Giovanni: "Europa debole, serve la spinta dei giovani"
Maurizio de Giovanni: "L'Europa ha bisogno di una scossa, i giovani devono farsi sentire"
Maurizio de Giovanni, celebre scrittore napoletano, non si limita a raccontare storie di criminalità e di vita quotidiana nella sua amata città. Oggi, impegnato in una serie di eventi pubblici, ha espresso apertamente le sue preoccupazioni per il futuro dell'Europa, ribadendo la necessità di un cambiamento radicale. In un'intervista rilasciata a margine di una presentazione del suo ultimo libro, lo scrittore ha sottolineato la debolezza dell'Unione Europea attuale, invitando i giovani a diventare protagonisti di un processo di rinnovamento.
"Sarò in piazza, a manifestare il mio dissenso," ha dichiarato de Giovanni, riferendosi alle proteste che stanno animando diverse città europee in questo periodo. "L'Unione Europea, così come è strutturata oggi, è troppo debole per affrontare le sfide del mondo contemporaneo. Serve una scossa, un cambiamento di rotta significativo."
De Giovanni ha puntato il dito contro la burocrazia, la lentezza decisionale e la mancanza di coesione tra gli Stati membri. Ha sottolineato l'importanza di una maggiore integrazione economica e sociale, ma soprattutto di una maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini, troppo spesso trascurati dalle istituzioni. "Non basta parlare di Europa, bisogna farla vivere, renderla tangibile per le persone," ha affermato con forza lo scrittore.
Ma chi deve guidare questo cambiamento? Secondo de Giovanni, la risposta è chiara: i giovani. "Sono loro il motore del cambiamento, la speranza per il futuro. Devono farsi sentire, esprimere le loro idee, pretendere un'Europa più giusta ed equa. Devono diventare i veri protagonisti di questo processo di rinnovamento." L'autore ha poi concluso con un invito all'azione: "Non siate spettatori passivi, impegnatevi, partecipate, contribuite a costruire l'Europa del futuro."
L'intervento di de Giovanni, forte e appassionato, ha suscitato un grande interesse tra i presenti, confermando ancora una volta la sua posizione di intellettuale impegnato non solo nella letteratura ma anche nel dibattito pubblico e sociale.
La sua presenza in piazza, un gesto concreto di adesione alle proteste, rappresenta un segnale importante, capace di ispirare e motivare i giovani a mobilitarsi e a chiedere un'Europa più forte, più unita e più vicina ai bisogni dei suoi cittadini. Un esempio di come la voce di uno scrittore possa avere un impatto concreto sulla società e sulle scelte politiche.
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